Alessio Mingiardi

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Sono Alessio Mingiardi. E sono un "faCCista".
Un fotografo ritrattista, innamorato dei volti, che cerca l'essenza, l'emozione, il pensiero e la storia del soggetto.
I miei scatti sono "soltanto" il mio personale filtro del risultato che c'è dietro tutto questo.

Gilberto Piermarocchi

Piermarocchi

Nato nel 1983 a Civitavecchia, diplomato all'istituto d'arte ed è proprio lì che ho iniziato ad appassionarmi alla scultura, negli anni ho iniziato a sperimentare diversi materiali, tecniche di lavorazione ed ulteriori metodi di raffigurazione dei soggetti.

Melita Olmeda

MELITA OLMEDA

Capita a tutti gli artisti, nella vita, di dover fare dei lavori distanti dalla propria attitudine, per vivere. Personalmente, quando mi sono occupata della contabilità di un'azienda, ho trovato la mia vitale valvola di sfogo, nelle pause pranzo. In quei momenti, con tecniche miste, ho dato forma a piccole opere naif in cui, con divertente leggerezza tra l'ironico e il surreale, cani e gatti si avventurano in diverse ambientazioni. Propongo per Tolfarte 2021, una selezione di quadri che, per il motivo citato, ho chiamato 'ANIMAL PAUSE'. Il tema si ispira alla preziosa presenza degli animali domestici, in questi anni di pandemia e lockdown.

In esposizione:

1) La citta' dei paragatti

2) Bisogno d' amore

3) L'e' pronto!

4) Acquolina

5) Campo di grano con volo di api

Daniel Airi

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NOI, IL MONDO

Oltre alla passione per la pittura,ciò che mi porta  a dipingere e quindi ad esprimermi è la  spiccata curiosità verso il mondo.

Nella forma in cui si manifesta, cerco di esaltare l'essere che abita quel corpo.

Per questo le tecniche che uso nei miei quadri variano in base al soggetto rappresentato.

C'è qualcosa che ci accomuna e quali sono invece le caratteristiche che ci rendono unici?

Fermati ed osserva il mondo

 

Kevin Superchi

KEVIN SUPERCHI

Non starò qui a spiegarvi molto, perchè a questo ci penseranno le immagini che vi troverete davanti.

La condizione umana a volte miserabile, quasi sempre fragile e non compresa, di fronte alla quale spesso e volentieri si chiudono gli occhi quando si tratta dell'altro, viene affrontata faccia a faccia e riportata, esposta a chi probabilmente cerca di fuggirla.

Si tratta di un percorso che ha un personaggio come protagonista che ne incontra altri lungo il suo cammino che contribuiscono alla crescita, crisi, e presa di consapevolezza da parte dello stesso, tra metamorfosi, alti ed abissi in cui si raschia il fondo con la speranza di risalire.

Il tutto senza alcuna pretesa, con l'unico obiettivo forse di smuovere qualche emozione.

Stefania Camilleri

frattura

Nasce, vive e lavora a Roma, ma nel suo sangue scorre l’ardore della Sicilia e la magica intensità delle sue ascendenze mediterranee. Matematica, informatica, acquerellista, fotografa e scrittrice con il pallino della sperimentazione. Moderna alchimista ha esposto in importanti gallerie ed in luoghi istituzionali fin dal 2004. Nel 2014 una sua prima opera in resina "Atollo" è stata selezionata per la Biennale d’Arte Moderna di Viterbo. Dall’incontro di acquerello e resine è nata un progetto che declina arte e materia in nuove forme e tendenze in una incessante ricerca attraverso
l’utilizzo di nuovi materiali e nuove tecniche. Fondatrice del movimento artistico del “Sinestesismo Creativo” con Raimondo Venturiello e Rita Abatini, ha ricevuto in Campidoglio
il premio “Donna e Cultura 2006”. Attraverso lo studio delle proprietà delle resine epossidiche e delle relative tecnologie ha intrapreso un nuovo percorso verso l’art design, creando nuove affascinanti, complesse materie costituite dalla fusione di ossidi, terre rare, resine, metalli preziosi, vetro, legno, tele, alluminio e plexiglass. Si dedica poi a ricerche sul simbolismo del colore, al design di complementi d’arredo attraverso una ricerca continua di nuove tecniche pittoriche ed espressive, organizza simposi di poesia, premi ed eventi. Collabora inoltre con diverse riviste culturali ed ha fatto parte di numerose giurie di premi d’arte e di cultura. E' stato da poco pubblicato il suo primo libro "La strega e l'architetto" scritto a 4 mani con l'arch. Dante Frontero edito da Emia edizioni: un libro bifronte.

Flavio Apel

FLAVIO APEL

L’artista italo-tedesco Flavio Apel, nato a Roma, vive in Germania dall’età di sei anni, ma non ha mai perso il contatto con le sue origini. Protagonisti del suo universo figurativo sono spesso oggetti della vita quotidiana, che subiscono trasformazioni che li fanno apparire quasi viventi, o in contrasto ad essi creature animate, in particolare insetti, colti e quasi pietrificati nel momento della morte o nel tentativo di sfuggire ad essa, simbolo della vanità degli sforzi umani. A volte le immagini dell’oggetto animato o dell’animale immoto vengono osservate o sorrette da figure enigmatiche di donna, a volte Circe, a volte Elena, le cui intenzioni appaiono sconosciute e misteriose all’osservatore. L’artista in varie interviste ha sottolineato la necessità di esprimere nei suoi disegni alcuni elementi autobiografici, in particolare il cervo volante, espressione della sua nostalgia per la prima infanzia vissuta a Tolfa, ma anche le forchette del servizio buono, piegate nell’affermazione della volontà di esistere contro le costrizioni del mondo adulto. Altre fonti di ispirazione sono peraltro opere letterarie, in particolare la letteratura fantastica anglofona e tedesca, ma anche argentina, in particolare Julio Cortàzar.

Pochi artisti suoi contemporanei mostrano un tale interesse per il corpo e il volto umano e le loro possibilità espressive come Apel. Anche la composizione delle “nature morte”, ci riportano all’origine del termine, gli oggetti e gli insetti sembrano adagiati su un sudario piuttosto che sui sontuosi drappi multicolori delle figurazioni dei maestri fiamminghi.

Il lavoro di Apel è estremamente minimalista: l’artista disegna esclusivamente con matite. La tecnica è in negativo, il disegno viene creato intorno al bianco, che viene lasciato intatto. Basta osservare la capigliatura o il vestiario delle figure femminili per capire quante ore di lavoro richieda una tale tecnica. Solo per i vestiti l’artista impiega più di un mese e mezzo di lavoro.

Marco Murri

MARCO MURRI

Marco Murri nasce a Roma nel 1964. Si diploma all’Accademia di Restauro a Firenze per poi iniziare la sua carriera: vive da imprenditore, agisce e sente come un artista. Questo lo porta ad affiancare al lavoro la produzione di quadri, in continua evoluzione e trasformazione: un esempio è il filone materico- realizzato en plein air nelle campagne della Maremma - in cui l’artista diventa parte integrante del quadro durante il processo creativo, modellando con le proprie mani i materiali sulla tela.
Poi vengono gli stili astratto e figurativo, che costituiscono la produzione più cospicua di Murri: l’artista passa dall’uno all’altro, unendoli e separandoli di nuovo. Ci gioca. L’evoluzione non si ferma mai, è ciclica ma anche lineare: ogni suggestione può tornare, come scomparire per sempre.
Il figurativo è viscerale e si esprime al meglio attraverso la carica emozionale del colore, tra brillanti tonalità e forti contrasti: su uno sfondo blu prevalgono il bianco acceso, l’oro e il rosso. Gli elementi del quadro si concretizzano in una realtà astratta, un immaginario onirico che vive nel presente e resta nostalgico del passato: gli
Angeli dell’opera, che a primo impatto sembrano mostrarsi allo spettatore come nitidi e armonici, sono in realtà Caduti e senza volto. E le teste presenti hanno dipinto in faccia un sorriso che nasconde un famelico ghigno. Forse neanche loro sanno di essere intrappolate in un sogno. Un sogno che rasenta l’incubo.
Anche la dimensione astratta delle
Rose si unisce al figurativo richiamando il palcoscenico onirico: qui lo spettatore può vedere e sentire nei colori cangianti e nelle linee fluide e aperte ciò che vuole, lasciandosi trasportare in un mondo surreale.